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Debutto al Salone di Torino per la supercar di Giorgio Pirolo, che è stata accolta come una vera star: è la nuova Frangivento Asfané, l'auto disegnata dal bellunese Giorgio Pirolo. Presentata mercoledì (8 giugno 2016) al Salone dell'Auto di Torino Parco Valentino, sta destando molta attenzione, curiosità, ammirazione. Ecco cosa mi ha raccontato il suo disegnatore.

“Giudizi veramente lusinghieri – spiega Pirolo – c'è chi addirittura l'ha definita un'opera d'arte. Ma per noi è molto importante il progetto, aver dimostrato di potercela fare, aver dato vita ad un concept molto innovativo, tecnologicamente avanzato, ma soprattutto frutto dell'esperienza di tanti artigiani italiani del distretto dell'automobile. Un concept che non rimarrà sulla carta, ma ben presto metteremo su strada.”

Frangivento Asfané (che in torinese significa “non si può fare” ed è stato scelto da Pirolo proprio perché invece la sua sfida l'ha vinta) è una supercar con caratteristiche molto particolari. E' un'auto ibrida con quattro motori elettrici posizionati sulle ruote con autonomia di 40/50 km per viaggiare nei centri urbani. Il motore a combustione di circa 900 cv provvede invece all’utilizzo extra urbano e in pista. “E soprattutto – sottolinea Pirolo – è dotata di un'aerodinamica attiva con appendici stilistiche che variano il movimento a seconda delle velocità, per far defluire i flussi. Sono previsti, infatti, proiettori a scomparsa anteriori e retrattili posteriori, che fungono da pinne per i flussi dell’aria.” Inoltre è in grado di comunicare con l’esterno, grazie a transponder NFC programmati per dialogare con l’utente (ad esempio, chi si avvicinerà potrà vedere sul proprio cellulare tutte le caratteristiche dell'auto); utilizza tecnologie applicate per facilitarne l’utilizzo, ad iniziare dall'apertura delle porte grazie ad un codice palmare ed all'uso di telecamere integrate; permette di monitorare le performance in pista, fornendo feedback e selfie in tempo reale su smart phone o pc.

 

Ma è in particolare la linea a fare colpo, come testimonia la grande affluenza di pubblico. “Tanti i commenti molto favorevoli – dice Giorgio Pirolo, impegnato al Salone di Torino fino a domenica – ed ho avuto anche la soddisfazione di ospitare al nostro stand due designer d'eccezione come Giorgetto Giugiaro e Marcello Gandini, colui che ha disegnato le Lamborghini Diablo e Miura e la Lancia Stratos.”

“La nostra sfida oggi – riprende – è quella di produrre in Italia un'automobile tutta italiana, con la migliore creatività e la massima tecnologia di cui il nostro Paese è capace. Per questo sono grato a chi ha prontamente aderito al progetto che ho lanciato insieme all'amico Paolo Mancini. Ad iniziare da Pirelli per le gomme, poi l'azienda Ragazzon di Susegana (scarico), le torinesi Alma Modelli (fresatura), Treditech (costruzione in 3D), Protopaint (verniciatura), Italtecnica (telaio e parte ibrida), Foglizzo 1921 (selleria e pelli), Decographic (pellicole da applicare sulla carrozzeria). Ed ancora la Brain One di Padova (sistema di comunicazione per interagire, auto social, scatola nera), la Skorpion engineering di Milano (prototipazione rapida, cerchioni), la DSW Wrapping di Peschiera Borromeo (pellicola da applicare alle superfici) e 'Occhi, mente, cuore', un'associazione benefica per la comunicazione.”

Giugno 2016

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