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PostHeaderIcon I paesaggi e le donne di Chiani, a Campolongo di Cadore

Il segno di Chiani dà colore a Campolongo, con boschi e cieli magistralmente accarezzati dalla luce. Nella mostra inaugurata in piazza San Giacomo, e che durerà fino al 25 agosto, il pittore toscano, originario di Cecina, intende infatti rendere omaggio al paese che l'ha accolto ed in cui risiede.

Fino a diventare, per il turista che osserva i suoi quadri, un cicerone delle bellezze della montagna e dei suoi scorci più suggestivi, ma anche di quelli più semplici, rivisitati dall'occhio amorevole dell'artista. Il paesaggio, quindi, si contende lo spazio espositivo con l'altro grande tema caro a Mauro Chiavaccini (questo il suo vero nome), ovvero le donne, ritratte con maestria a partecipazione, abbandonate nelle loro riflessioni, studiate nei gesti quotidiani.

Nudi femminili, nature morte, paesaggi del Comelico, dunque, per questa che è la 53ma personale del maestro e presenta oltre 40 quadri, olio su tela, di varie dimensioni, da 14x18 a 60x70 cm. Temi ricorrenti, ma quadri tutti nuovi e di grande impatto, come il piccolo soggetto della 'Donna con libretto rosso' in cui lo sguardo ammiccante della protagonista viene come filtrato da un piccolo libro aperto posto in primo piano.

“Il Comelico mi ha invogliato a dedicarmi ai paesaggi – sottolinea Chiani – poiché prima di vivere in questo territorio la mia attenzione si era incentrata soprattutto alle persone. Perché sono i volti e gli atteggiamenti che raccontano la vita – soggiunge – ma, il mio oggi è un tributo ad una terra che mi ha prima accolto e poi conquistato, fino a sentirla pienamente mia.”

Molte anche le nature morte, “anche se sono i paesaggi, autunnali ed invernali in particolare, quelli che il mio visitatore predilige. Non faccio arte concettuale, non amo l'astrattismo: io voglio che chi guarda i miei quadri si concentri sul mio messaggio, che vuole essere chiaro e preciso: le emozioni della vita che ci circonda.”

Forte della sua esperienza maturata dapprima a Roma, a via Margutta; delle frequentazioni con i maggiori pittori degli anni '60; dell'impegno politico, che lo ha portato a ritrarre in tutta la loro forza espressiva, drammatica ed interrogativa la periferia dei disadattati, degli emarginati, degli ultimi; ed anche dello studio di temi religiosi, rappresentati dalla visuale di un non credente, Chiani oggi dà libero spazio alla sua creatività. “Che è lavoro di professionista – soggiunge – e, come diceva Renato Guttuso, il professionista deve lavorare 8 ore al giorno come tutti, solo i dilettanti si possono permettere di aspettare la vena creativa.”

Chiani dunque dipinge, insegna, fa scuola. Con il suo segno inconfondibile, è “il pittore della gente” secondo l'azzeccata definizione del critico Guido Buzzo, e come dimostra anche in questa mostra.

“Un omaggio a Campolongo e spero che questa mia personale sia per tanti l'occasione di visitare il paese. A tutti quelli che mi raggiungono qui in mostra non manco, infatti, di segnalare la vicina Chiesa di San Giacomo; e non solo perché idealmente la mia mostra prosegue proprio lì, dove si trova il mio quadro 'Golgota' (160x200 cm., n.d.r.), ma anche perché la struttura architettonica molto originale ed altre interessanti tele che vi sono contenute ne fa un bel biglietto da visita del nostro bel paese.”

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