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PostHeaderIcon Marianna Battaglia e il fascino dei numeri

I numeri per lei non sono mai stati soltanto quelli che batte ogni giorno sul registratore di cassa del panificio di famiglia, a Santo Stefano di Cadore, dove dà una mano ai genitori. Marianna Battaglia, classe 1997, ne è rimasta affascinata fin da piccola, tanto da farne argomento anche della sua tesi di laurea in Disegno Industriale e Multimedia presso l’Università IUAV di Venezia, discussa a novembre con la votazione finale di 110/110. “Il regno dei numeri” è il titolo, ed a vedere questo librettino, di cui ha curato anche la grafica, sembra più un racconto di fantascienza che una tesi di laurea. Perché?

“Nel mio corso di laurea la tesi è un progetto di design da svolgere (dalla sua ideazione sino alla realizzazione fisica dell’artefatto finale) in totale autonomia, senza relatori. Questa occasione mi è sembrata un’opportunità per poter coniugare la mia grande passione per la scrittura con ciò che avevo studiato, ovvero graphic design. Mi interessava, soprattutto, raccontare un aspetto della nostra società attraverso la tipografia.”

E cosa è venuto fuori?

“Una graphic novel (racconto a fumetti) che parte da questo presupposto: cosa accadrebbe se i numeri non fossero mai stati inventati dall’uomo, ma vivessero in un mondo parallelo, una sorta di Regno, costellato da infinite città-Stato organizzate in una società di stampo decimale? E che ne sarebbe di loro se, trovata la via per il Mondo degli Umani, entrassero in contatto con quest’ultimi? Sarebbero i numeri a prevalere sugli uomini o gli uomini sui numeri?”

Perché proprio i numeri?

“Non sono mai stata un’amante della matematica, né dei numeri in generale e, così, alle elementari per farmeli andare più a genio mi piaceva pensare che 1 e 2 avessero una figlia, 4, e che lei fosse innamorata di 5, ma che per qualche strana ragione di famiglia i suoi genitori non approvassero tale relazione. Sfortunatamente il mio rapporto con la matematica non è mai migliorato, ma quando si è trattato di scegliere un argomento di tesi quella storia è tornata alla mia mente come un’ottima occasione per poter parlare di tipografia e della personalità insita nel disegno di ciascun font: un testo scritto in Garamond, insomma, è molto diverso da un testo scritto in Arial.”

Ti sei ispirata a qualche autore? “Devo ringraziare soprattutto Dino Buzzati con la sua opera “Poema a fumetti”, poiché in un momento difficile e di grandi dubbi mi ha mostrato la via maestra.

Quanto tempo hai impiegato per portare a termine il lavoro? “Per il testo, l'impaginazione e la realizzazione di tutte le illustrazioni, circa 3 mesi; anche se, dopo la laurea, ho continuato a scrivere e riscrivere il testo.”

Vorresti pubblicarlo? “Sì, mi piacerebbe trovare una casa editrice interessata.”

Quando scrivi? “Mi piace scrivere nel silenzio della notte, quando il mondo si ferma.”

Stai scrivendo qualche altra cosa? “Mi bolle in pentola un altro racconto, forse più un romanzo, ma sto aspettando il momento e il luogo giusto per chiudermi in casa e scriverlo. Una volta ho annotato: 'Scrivere è il mio modo di essere e il mio essere scrive'. Penso che questa frase riassuma bene il mio modo di intendere la scrittura come un qualcosa di inscindibile dalla mia persona, sebbene nel design io abbia trovato un nuovo strumento attraverso il quale esprimermi.”

Cosa vuoi fare da grande? “Mi piacerebbe molto lavorare nel mondo dell’editoria, mettere mano ai libri, realizzare il loro progetto grafico; ed anche scriverli, un po’ come ho fatto nella mia tesi.”

E intanto? “Aiuto i miei genitori nel panificio di famiglia e mi organizzo per preparare un portfolio e i documenti necessari per continuare a studiare progettazione grafica il prossimo anno. Mi piacerebbe proseguire nei miei studi all’estero.”

Un futuro lontano da S. Stefano? “Mi sento molto legata al mio paese e cercherò sempre di mantenere un legame stretto. Ma per il lavoro penso che sarò costretta inevitabilmente ad andare a vivere  altrove.”