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"L'estate non perdona" a Cortina

Il 21 luglio sarò a Cortina a presentare un giallo d'autore: "L'estate non perdona", di Flavio santi. Ecco la mia intervista in esclusiva:

L'ispettore Drago Furlan, che tutti si ostinano a chiamare commissario con suo grande disappunto, è un friulano doc. Nomen omen, si direbbe.

“Sì, è un po' mio padre – spiega lo scrittore Flavio Santi - un po' tanti amici che si possono incontrare al bar. E non è un caso se Drago ha due uffici, quello in commissariato, ovviamente, e quello in osteria”. Flavio Santi, uno dei maggiori poeti italiani, sarà a Cortina sabato 21 luglio, all'Hotel Miramonti, nell'ambito della Rassegna Cortina Terzo Millennio a cura di Rosanna Raffaelli Ghedina, per presentare il suo ultimo libro L'estate non perdona, protagonista proprio Drago Furlan. Laureato in Filologia medievale e umanistica, con dottorato in Filologia moderna, Santi insegna all'Università dell'Insubria di Como ed ha tradotto autori classici (come Herman Melville e Francis Scott Fitzgerald) e contemporanei (Wilbur Smith, Ian Fleming). Nasce come poeta, con raccolte in friulano come Rimis te sachete - Poesie in tasca (Marsilio, 2001), Asêt - Aceto (La barca di Babele, 2003); ma come avviene poi il passaggio alla narrativa ed in particolare al giallo?

“La poesia – spiega – è stato l'esordio, diciamo il primo laboratorio linguistico a cui ho avuto accesso. Erano gli anni giovanili, nutriti di sogni e di amore. Scrissi una poesia, ad esempio, per conquistare mia moglie Chiara, e qualche successo lo ebbe visto che poi ci siamo sposati... All'inizio erano cose semplici, ero molto giovane, erano i tempi del liceo ed ero ispirato dai classici come Orazio e Ovidio. In fondo nella poesia conta molto come lo dici, piuttosto che cosa dici, l'uso e il gioco delle parole. Ma io volevo raccontare storie, avevo bisogno di qualcosa di più articolato”.

Sì, ma perché la poesia in friulano?

“Perché era la lingua della famiglia, originaria di San Daniele del Friuli. anche se vivevamo in Piemonte. Quindi per me è stato come acquisire una seconda lingua, da filologo, farla mia, anche perché tutte le estati le passavo in Friuli. Immerso appunto in un'altra lingua; ed io mi sento friulano al cento per cento”.

Come nasce Drago Furlan e perché il giallo?

“Sono sempre stato appassionato di film gialli, dai classici di Alfred Hitchcock alle pellicole con meno pretese, come quelle con Tomas Milian. Poi sono un grande lettore, da Agata Christie a Giorgio Scerbanenco (non a caso molto legato al Friuli), da George Simenon a Ernest Hemingway (altro friulano ad honorem), ma anche Gianni Biondillo e l'islandese Arnaldur Indridason.”

Ed ecco il libro: l'estate più calda degli ultimi anni sta arroventando il Friuli, e l'ispettore Drago Furlan si sta finalmente godendo una vacanza al mare con l'eterna fidanzata Perla. Ma la tanto sospirata villeggiatura viene interrotta da una telefonata del pm Santoliquido: sul greto del fiume Natisone è stato ritrovato un cadavere con la faccia spappolata a colpi di kalashnikov. Chi è la vittima? E perché l'assassino si è accanito sul cadavere tanto da sfigurarne il volto? Furlan rientra immediatamente in servizio per cercare di risolvere il caso: ma gli indizi sono pochi e contraddittori, e l'abbraccio torrido dell'afa non aiuta di certo a ragionare... tanto più che, per non dare un dispiacere a Perla, Drago fa la spola tra la spiaggia e il commissariato di nascosto, adducendo come scusa gli acciacchi e i capricci della madre Vendramina. Mentre la stampa nazionale monta il caso del "Mostro del Natisone" e le indagini arrancano.

“Drago Furlan – prosegue Santi, classe 1973, grande appassionato dell'Udinese calcio, che cita ampiamente nei suoi libri – è proprio un tipico friulano: ruvido, molto generoso, legato alla terra, alla campagna, alla civiltà contadina. E indaga proprio secondo i ritmi della natura, con la pazienza che richiede la coltivazione di un campo. E del contadino ha anche il cervello fino, che gli consente, diffidando della tecnologia, di usare l'intuizione, i rapporti umani, il secondo ufficio in osteria dove la gente parla più volentieri. E poi svolge tutta una sua indagine interiore che gli consente di mettere insieme i vari elementi del puzzle”.

W il giallo, dunque?

“Certamente. Il giallo, con la sua suspence, permette di raccontare proprio bene una storia.”

Chi è l'Autore

Flavio Santi, di origine friulana (di Colloredo di Monte Albano), benché vincitore del concorso di ammissione alla Classe di Lettere e Filosofia della Scuola normale superiore di Pisa, ha studiato presso l'Almo Collegio Borromeo di Pavia, dove si è laureato in Filologia Medievale e Umanistica e ha poi conseguito il dottorato in Filologia moderna. Ha studiato anche a Ginevra sotto la guida di Guglielmo Gorni. Ha tradotto autori classici (tra cui Herman Melville, Francis Scott Fitzgerald) e contemporanei (Wilbur Smith, Ian Fleming). Insegna all'università dell'Insubria di Como. Nel 2016 è uscita la prima indagine dell'ispettore Drago Furlan, La primavera tarda ad arrivare.

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