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PostHeaderIcon A Cortina con la scrittrice best seller Ilaria Tuti

"Fiori sopra l'inferno" a Cortina

L'hanno definita la nuova voce femminile del thriller italiano. Il 16 luglio 2018 l'ho presentata al Miramonti nell'ambito di Cortina Terzo Millennio, rassegna a cura di Rosanna Raffaelli Ghedina. Infatti se guardiamo anche solo ai numeri, questo titolo Ilaria Tuti lo merita fino in fondo. Il suo "Fiori sopra l'inferno", edito da Longanesi all'inizio dell'anno, è stato il caso della Fiera del libro di Francoforte, è giunto già alla sesta ristampa e sono in corso le traduzioni in 22 paesi.

Con Ilaria Tuti La copertina del best seller

Ma chi è Ilaria Tuti? Vive a Gemona del Friuli, tra montagne silenziose quasi quanto lei. Ha studiato economia, ma da sempre è appassionata di fotografia e pittura. Ha lavorato come illustratrice per una piccola casa editrice. Si considera una racconta-storie, scrive ogni giorno e, se non sta scrivendo, sta pensando a qualche storia da mettere su carta. Ma la scrittura non è la sua sola passione: ama gli animali, il buon cibo e ha l’abitudine di acquistare libri in maniera compulsiva. E adora la natura, camminando spesso sui sentieri a pochi passi da casa.

Ecco la mia intervista:

Come ci si sente da famosi? “Famosi è una parola grossa – risponde Ilaria Tuti – diciamo che è un periodo molto impegnativo, che ha trasformato una grande passione ed una scommessa in un secondo lavoro. Ogni giorno devo avere a che fare con stampa, casa editrice, librai e forse non mi sto godendo appieno il momento, non ho proprio il tempo di pensarci”. Ilaria Tuti, classe 1976, è di Gemona in Friuli e, dopo aver studiato Economia e legislazione dell'impresa a Udine, lavora in uno studio che si occupa di appalti pubblici. Ma come nasce la passione per la scrittura?

“Scrivo da una decina d'anni, ed è un percorso che ho iniziato a tappe, prima dipingendo poi fotografando. Tutti mezzi un po' misteriosi per raccontare storie, che è quello che mi interessa. Quindi passare alla scrittura è stata un'evoluzione naturale”.

Come sei arrivata a Longanesi? “Avevo scritto dei racconti pubblicati in digitale con piccoli editori, qualcuno poi è finito in calce ai Gialli Mondadori, come 'L'ultimo volo dell'aquila', 'La bambina pagana”, vincitore del premio Gran giallo città di Cattolica, e 'La ragazza dagli occhi di carta', nel quale ho presentato il personaggio di Teresa Battaglia, poi protagonista di Fiori sopra l'inferno”. Si tratta di un commissario, una figura originale e fuori dagli schemi, molto ben tratteggiata, eroina atipica ed empatica. Quasi sessantenne, nasconde fragilità fisiche ed emotive con un atteggiamento riservato al limite dell'ostilità. Sarà lei a dover sbrogliare la trama di una serie di delitti efferati che sconvolge la tranquillità di Travenì, un piccolo paesino delle Dolomiti friulane, chiaramente ispirato ai luoghi natii dell'autrice. “Sì, le ambientazioni sono della mia terra, perfetta per il thriller”.

Quando scrivi? “In ogni momento libero. Rubo il tempo quando posso, la sera e nei week end, anche perché ho una bambina di appena un anno.”

Come scrivi? “Inizialmente con la matita: sentire la punta che scrive sulla carta mi dà una certa dimensione, una bella sensazione. Sono piccoli appunti, dialoghi, colleziono diari per ogni storia che scrivo, mi documento molto su saggi di criminologia, di psicologia criminale. Poi passo al computer”.

Quanto tempo hai impiegato per scrivere questo primo romanzo?

“Tra ideazione, studio e scaletta, una decina di mesi, quasi tutto il 2017. Poi ho inviato l'idea a Longanesi, è piaciuta molto e l'hanno pubblicato”.

Così Fiori sopra l'inferno è diventato uno dei maggiori successi alla Fiera del Libro di Francoforte 2017, e adesso verrà pubblicato a settembre in Francia, poi in Germania, Spagna, Inghilterra, dove sono già stati acquistati i diritti mondiali per le traduzioni in lingua inglese, ed un'altra ventina si paesi.

Stai scrivendo qualcos'altro? “Un romanzo che uscirà a maggio del 2019”

I tuoi autori preferiti? “Donato Carrisi, Jeffery Deaver, Primo Levi, Italo Calvino, Raymond Carver, Primo Levi. Ma leggo moltissimo, ogni giorno. La lettura nutre l'emotività. Un bravo scrittore, a mio avviso, è come una spugna, deve assorbire tutto del mondo che lo circonda, per ridarlo al lettore”.

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